E va beh dai, continuazione
–Riccardo, ti ho procurato il DNA che mi hai chiesto – annunciò Vincenzo sventolando per aria il suo reperto.
–Grazie, posalo sulla scrivania.
Erano tornati nel frattempo Davide e Giorgia che illustrarono i loro reperti. Il Capitano li osservò attentamente mentre gli venivano passate le fotografie dei luoghi del repertamento.
Iniziò a parlare Davide:
–Abbiamo trovato questo test di gravidanza ed è positivo. Ciò vuol dire che la ragazza era incinta.
–Ok, ma questo lo sapevamo già. Poi?
–Come ‘lo sapevamo già’?
–Lo ha scoperto Claudia procedendo con l’autopsia, ed ha anche accertato che la ragazza è stata stuprata prima di morire. Casi come questi sono sempre toccanti, anche per chi è costretto ad occuparsene.
Tutti abbassarono lo sguardo. Nella stanza calò il silenzio.
–A proposito, il DNA della vittima? – chiese Giorgia interrompendolo. La sua voce riecheggiò nella stanza.
–Sì, – rispose De Biase, – me ne sono occupato io, ma a che cosa vi serve di preciso??
–Ad un confronto con tracce di sangue rinvenute su alcuni pezzi di un vaso di cristallo sul pavimento della cucina. Ecco le foto. – rispose Davide.
–Altro?
–Poi un’impronta pregna di sangue sul muro della cucina, vicino all’ingresso. È una fede nuziale.
–Ottimo – rispose soddisfatto Venturi e poi aggiunse: –Mettiamoci al lavoro!
Si divisero: ognuno si diresse in un laboratorio coi suoi compiti da svolgere al meglio e Venturi andò dalla Moranti a rilevare le impronte necessarie per un confronto.
–Ciao Riccardo! Cosa ci fai qui?
–Visita di cortesia…
–Ah, davvero??Mmmmhhhh…Allora chiudi la porta, non vorrei che qualcuno rovinasse questo momento… – Claudia gli si era avvicinata e gli stava sistemando il colletto del camice – però questo non mi sembra il posto più adatto…
Riccardo sorrideva divertito.
–Infatti, sono venuti per un altro motivo.
–Peccato, ci avevo quasi creduto!!
Poi riprese: –Cosa ti serve?
–Avrei bisogno del cadavere intanto. Poi gli dovrei rilevare delle impronte.
Ficcò una mano in tasca per estrarre il rilevatore di impronte digitali.
–Aspetta, te lo faccio portare subito – così uscì dalla stanza e chiamò un uomo che stava gironzolando nel corridoio, impartendogli gli ordini. Poi tornò dentro a conversare col Capitano.
–Ci sono degli sviluppi?
Riccardo le raccontò per filo e per segno tutto ciò che era successo da quando si erano lasciati dopo l’autopsia.
Li interruppe l’uomo di prima con il lettino coperto da un lenzuolo candido che copriva il corpo inerme della vittima, ed assumeva la sua forma in tutto e per tutto.
Riccardo sollevò il lenzuolo all’altezza delle mani e prelevò le sue impronte, Claudia ringraziò l’uomo e lo mandò via.
Venturi vide qualcosa sul braccio sinistro della ragazza che lo incuriosì.
–Cos’ è? – chiese.
–L’ho visto anch’io prima, sembra il segno di un oggetto a forma circolare premutovi sopra, lascio scoprire a te di cosa si tratta.
Detto ciò i due si salutarono e Riccardo la ringraziò per la disponibilità. Ognuno tornò al proprio lavoro.
In un laboratorio Vincenzo e Giorgia si aiutavano a ricostruire un vaso di cristallo piuttosto complicato.
–Mancano alcuni pezzi – disse Vincenzo guardando il vaso coi buchi.
–Si vede allora che gli altri si trovano sul corpo della persona che è stata ferita con questo oggetto – rispose secca Giorgia – se è Vera allora dovranno essere sui suoi vestiti, controlliamoli!Avanti!
–Ok, buona idea!
Nel laboratorio adiacente Davide si occupava della comparazione dei due DNA. L’impazienza dei risultati del computer lo irritava, e continuava a muovere gli occhi ora sulla tastiera ora sullo schermo, ora sul resto della stanza rischiarata dai lunghi lampadari a luce artificiale appesi al soffitto.
Finalmente giunse la risposta dal computer ed uno strano suono metallico precedette il risultato:
“ NO MUTCH ”.
–Niente – esclamò tra sé e sé – non sono compatibili.
Sbuffò. Col mouse cliccò sul tasto ‘Stampa’ e stampò il documento. Lo afferrò ed uscì dalla stanza, lasciando la luce accesa.